CRISTIAN PLETEA (ROU): «Tre medaglie? Io ci credo...»

«Spero di vincere una medaglia nel torneo individuale maschile, ma credo nel podio anche nel doppio e nella gara a squadre»

25 novembre 2017

Intervista con il romeno Cristian Pletea alla vigilia dei Campionati Mondiali Juniores a Riva del Garda.

Si parla spesso del tennis tavolo come uno sport di Asiatici, vista la loro posizione dominante. Come pensi che si stia evolvendo il gap fra Asia ed Europa? Va allargandosi o il Vecchio Continente sta recuperando? «Cristian Pletea: I primi cinque atleti al mondo, sia nelle categorie maschili che femminili, sono asiatici. Ora però in Europa si comincia a seguire il loro modello. Ci si allena molto, ci sono allenatori cinesi e si fanno anche periodi di allenamento in Asia. Penso che quest’anno gli europei stiano vivendo una stagione davvero positiva, come sottolineato dagli splendidi risultati di Dimitrij Ovtcharov fra i senior».

Secondo te, qual’è l’aspetto più importante da migliorare per competere a pari livello contro i rivali asiatici? «Penso che gli Europei abbiano più talento degli Asiatici. Dobbiamo però cambiare la nostra mentalità. L’80% dei giocatori europei, quando affronta avversari asiatici, parte già sconfitto prima di giocare il primo servizio. Si accontentano di giocare un buon incontro, e se alla fine perdono 1-4 o 2-4 allora l’obiettivo è raggiunto. Poi, naturalmente, contano gli allenamenti: in Asia ci si allena ancora molto di più che in Europa».

Quali sono i tuoi obiettivi per questa competizione? «Spero di vincere una medaglia nel torneo individuale maschile. Visti gli allenamenti che ho fatto nell’ultimo mese, penso di avere buone possibilità. Ma credo nel podio anche nel doppio e nella gara a squadre».

Cosa ti piace nel tennis tavolo? «Alla vigilia di una partita o di una competizione importante non riesco a dormire. Ma quando arrivi sul campo da gioco ti dimentichi tutto, e se vinci è un sentimento incredibile. Sopratutto quando vinci una partita molto equilibrata, le emozioni sono indescrivibili. È difficile da spiegare. Sembra di evadere da tutto: ti senti libero, e in quel momento tutto va davvero per il verso giusto».

Luca Anthonioz

Photo: C. Pletea
Credits: International Table Tennis Federation