Cultura

Biblioteche, musei, casa della scienza, pinacoteche, castelli, torri, borghi medioevali, centri storici, chiese, conventi e santuari, fortificazioni, siti archeologici e tanto altro ancora

Il Bastione

Il Bastione di pietra grigia, posto sulle falde del monte Rocchetta, è uno dei simboli di Riva del Garda, a dominio della città e del lago. Costruito all’inizio del XVI secolo, quando era appena terminata la dominazione veneziana di Riva, per garantire una maggior sicurezza al borgo sottostante e ai suoi abitanti, venne distrutto nel 1703 dalle truppe francesi guidate dal generale Vendome che ne minarono il corpo centrale rendendo il fortilizio inutilizzabile. È raggiungibile senza difficoltà con una strada che sale fra la vegetazione fino a circa duecento metri di quota. Un sentiero più impervio porta poi alla chiesa di Santa Barbara (610 m) e alle cime più alte della Rocchetta (1520 m). Il Bastione con i secoli ha perso l’originaria funzione militare ma, anche grazie ai recenti restauri, ha conservato il suo fascino severo. È stato recentemente sottoposto ad un restauro conservativo, seguito dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici della Provincia Autonoma di Trento. L’allestimento di un punto informativo nei locali attigui documenta le scoperte e il lavoro svolto. Chi lo visita può ammirare la massiccia struttura esterna e quanto rimane dell’interno. Non meno interessanti la vista sulla città sottostante e il magnifico panorama dell’Alto Garda.


La Rocca

Si fa risalire all’accordo stipulato nel 1124 con il vescovo Altemanno, nel quale veniva concesso ai cittadini rivani di edificare una nuova fortezza in riva al lago. La Rocca ha accompagnato la storia del territorio, adattando il suo volto al mutare dei secoli. Nel primo Cinquecento viene abbellita e diventa anche saltuaria dimora dei principi vescovi. Subisce una trasformazione radicale alla metà dell’Ottocento, quando diventa caserma austroungarica e perde le sue caratteristiche medievali e rinascimentali. La recente ristrutturazione ha riportato in luce alcune strutture originarie e l’ha resa adatta a ospitare il museo. Bella la vista che si gode dal mastio.



Orari di apertura (2017):

7 gennaio > 18 marzo: chiuso

19 marzo > 31 maggio:  10.00 – 18.00 (chiuso il lunedì)

1 giugno > 30 settembre: 10.00 – 18.00 (aperto tutti i giorni)

1 ottobre > 5 novembre: 10.00 – 18.00 (chiuso il lunedì)

6 novembre > 26 dicembre: chiuso

27 dicembre > 30 dicembre: 10.00 – 18.00

31 dicembre: 10.00 – 17.00

1 gennaio (2018): chiuso

2 gennaio (2018) > 7 gennaio (2018): 10.00 – 18.00



MAG - Museo Riva del Garda

Raccoglie il patrimonio storico e culturale di Riva e dell’Alto Garda. Ospita le sezioni permanenti dedicate alla Pinacoteca, all’Archeologia e alla Storia, gli spazi riservati alle mostre temporanee e il percorsolaboratorio INvento rivolto ai più piccoli e alle famiglie. Imperdibile la vista dal mastio. Importante la sezione archeologica: le statue stele rinvenute ad Arco (Età del Rame), i segni della civiltà palafitticola di Ledro, i reperti della cultura preromana e romana, le epigrafi e i manufatti rinvenuti nell’Alto Garda. La pinacoteca presenta opere importanti dal Quattrocento ai nostri giorni: Monogrammista FW (sec. XV), Pietro Ricchi (sec. XVII), Francesco Hayez, Vincenzo Vela, Giuseppe Canella (sec. XIX).


Da non perdere:


La Sezione archeologica del Museo costituisce una delle maggiori collezioni in ambito provinciale e illustra i contesti archeologici e i reperti più significativi messiin luce nel territorio dell’Alto Garda, un’area particolarmente ricca di testimonianze del passato. Dai più antichi manufatti in selce del Monte Baldo riferibili all’Uomo di Neandertal agli abitati palafitticoli di Ledro e Fiavé, passando per le straordinarie statue-stele dell’età del Rame di Arco, il percorso espositivo riserva al visitatorespunti di grande interesse. Di particolare rilievo sono le importanti scoperte di età romana tra le quali spiccano il luogo di culto di Monte San Martino e i ritrovamenti effettuati nel centro storico di Riva del Garda con l’eccezionale complesso termale di via Pilati.


Orari di apertura:

7 gennaio > 11 marzo 2016: chiuso

12 marzo 2016 > 31 maggio:  10.00 – 18.00 (chiuso il lunedì)

1 giugno > 30 settembre: 10.00 – 18.00 (aperto tutti i giorni)

1 ottobre > 1 novembre: 10.00 – 18.00 (chiuso il lunedì)

2 novembre > 26 dicembre: chiuso

27 dicembre > 30 dicembre: 10.00 – 18.00

31 dicembre: 10.00 – 17.00

1 gennaio: chiuso

2 gennaio > 6 gennaio: 10.00 – 18.00


 


Sito archeologico di Monte San Martino

Importante luogo di culto di altura insediato a partire dalla seconda età del ferro, in particolare dal III secolo a.C. è uno dei più vasti e importanti del Trentino. La destinazione sacra dell’area continua nella successiva età romana, quando viene edificato un santuario le cui vestigia sono ancora visibili. Di tutt’altra natura i resti messi in luce a poca distanza dal santuario, parte di un villaggio costruito probabilmente con finalità militari e sorto quando il santuario era ormai in disuso. Infine, nel corso dell’alto medioevo, sulle rovine del villaggio sorge una chiesa, frequentata fino all’età moderna. Una buona parte dei reperti rinvenuti nel sito è visibile al Museo di Riva del Garda; altri si trovano presso il Centro di Documentazione di Pranzo di Tenno dove è possibile approfondire i molteplici aspetti che il sito presenta attraverso pannelli esplicativi e la proiezione di un video sulle ricerche.


Il Centro è visitabile su prenotazione (Associazione culturale San Martino, tel. 340 3492382 o 0464 501062).


Statue Stele

Otto splendidi esempi, sette dei quali realizzati in marmo e uno in pietra locale, della statuaria antropomorfa preistorica, il maggiore dei quali raggiunge i 215centimetri di altezza. Rinvenuti ad Arco, rappresentano figure maschili, femminili e asessuate accompagnate spesso da raffigurazioni di ornamenti, di elementi del vestiario, di dettagli anatomici e di armi, in particolare pugnali triangolari che permettono di datare le statue stele alla piena età del Rame (prima metà del III millennio a.C.).


Chi erano le figure rappresentate su queste statue stele? Diverse ipotesi sono state proposte: quella più accreditata, le identifica in antenati mitici che con la loro semplice ma imponente presenza giustificavano l’acquisizione delpotere da parte di un determinato gruppo sociale. In definitiva, quindi, dovevano essere degli strumenti di rivendicazione e di identità sociale, eretti probabilmentein luoghi strategicamente centrali e ritualmente significativi.


Forti Monte Brione

Il Brione ha da sempre attirato l’attenzione dell’uomo per la sua posizione sul lago di Garda, vero e proprio promontorio avanzato sulle acque del lago. La storia fortificatoria di questo monte inizia presto, al tempo dei Conti d’Arco. È, infatti, il 21 febbraio 1175 che i fratelli Federico e Odorico d’Arco, conferiscono in comune al loro vassallo, Isolano da Nago l’investitura del castello di Brione e di alcuni oliveti; ma è nel periodo Asburgico che il monte conosce uno sviluppo impensabile in tutto il suo complesso semicircolare. L’assassinio di Francesco Ferdinando e consorte a Sarajevo, in quel fatidico 28 giugno 1914, impressiona profondamente l’opinione pubblica europea, ma non trova impreparato l’Imperial Regio Governo Austriaco che da tempo aveva provveduto ad attrezzare degnamente il Festungabschnitt, ovvero, il settore fortificato meridionale che si affaccia sul lago di Garda. La prima fase fortificatoria corrisponde al piano difensivo preparato dal generale Kuhn von Kuhnenfeld, all’indomani della perdita della Lombardia, dopo la seconda guerra d’Indipendenza. Si inizia la costruzione dei forti sul Brione tra il 1860-1862. In effetti la puntata di Garibaldi, rafforza il sospetto sulla direttrice italiana di avanzata dalla Val di Ledro verso Riva e Trento.


Con l’evolversi della tecnologia militare, tra il finire dell’800 e il cuore della Prima Guerra Mondiale, anche la tecnica costruttiva dei forti ha subito l’evoluzione architettonica a seconda del momento storico. Il Brione può fungere da modello in questo contesto, perché qui si trovano tutte le generazioni di fortificazioni Austroungariche. Unico esempio tutt’ora esistente. Le opere fortificate del Brione comprendono: il forte s. Niccolò, il forte Garda, la Batteria di Mezzo, il forte s. Alessandro e una serie impressionante di postazioni disseminate su tutto il monte, tali da renderlo veramente una fortezza inespugnabile.


Piazza III Novembre

Già Piazza Granda e poi Piazza Benacense, rappresenta il cuore della città vecchia e di quella moderna. Qui trovano sede i Palazzi Pretorio Municipale, la Torre Apponale e alcune dimore signorili. I portici di epoca scaligera che chiudono la piazza verso il porto e il lago ospitavano un tempo i mercati e le attività commerciali.


Convento di San Francesco d'Assisi

Dell’antico convento rimangono il chiostro e il tozzo campanile della chiesa demolita all’inizio del Novecento. Sorto probabilmente nel XII secolo, ha ospitato per secoli i seguaci del santo di Assisi. A partire dal 1808 ha subìto traversie storiche e modifiche architettoniche, fino a diventare caserma e poi sede di alcuni uffici pubblici.


Palazzo Pretorio

Probabilmente costruito nel XIV secolo dagli Scaligeri. Sotto la sua loggia si amministrava la giustizia e il provveditore faceva rispettare gli statuti cittadini. La parete verso la piazza mostra lo stemma del principe vescovo Giorgio di Neideck. Risale al 1509, la data che segna la fine della dominazione veneziana.


Giardini Verdi

Realizzati all’inizio del Novecento per abbellire una città che si stava allargando sotto la spinta del turismo e della Belle Époque. È visibile un sarcofago di età romana venuto alla luce nella ricostruzione delle case limitrofe.


Palazzo Municipale

È da secoli la sede del Comune. L’epigrafe che si conserva sulla facciata in pietra locale ne ricorda la costruzione o forse l’ampliamento da parte del provveditore veneziano Francesco Tron nell’anno 1476. Venne poi elevato e unito al Palazzo Pretorio alla metà dell’Ottocento.


Chiesa dell'Inviolata

La Chiesa dell’Inviolata è il più insigne monumento di Riva. È stata edificata nel 1603 e consacrata nel 1636 per l’impegno di Gaudenzio Madruzzo e di sua moglie Alfonsina Gonzaga come luogo di pellegrinaggio a custodia di un tabernacolo miracoloso. La chiesa è di un elegante stile barocco. All’esterno è a pianta quadrata, all’interno ottagonale con cinque altari, tre porte, area volta con affreschi e stucchi, confessionali di legno scolpito, pavimenti di marmo. Il dipinti dietro all’altare maggiore che custodisce l’immagine della Madonna miracolosa; nel coro pitture a fresco ed eleganti stalli scolpiti con scene della Bibbia. Le pale degli altari sono rispettivamente del Palma il Giovane S. Carlo Borromeo e S. Gerolamo. I dipinti a muro, ad olio, sono di Pietro Ricchi detto il Lucchese, quelli della cupola cono attribuiti a Teofilo Polacco. Gli stucchi bianchi, neri e dorati sono opera di Davide Reti (1609) la cui firma si trova a destra entrando dalla porta maggiore. Fu annesso al Convento dei Gerolimini (fino al 1807), poi (1816-1848) dei Frati Minori conventuali e poi ancora (dal 1877) all’Istituto del Sacro Cuore di Gesù. Ora è di proprietà comunale.


Chiesa SS. Rocco e Vigilio

La Chiesetta dei SS. Rocco e Vigilio, eretta nel 1512 e distrutta, tranne l’abside, nelle operazioni belliche del 1915-18. Nella nicchia dell’altare marmoreo, statua di S. Rocco: nella cupola, affreschi, stucchi e putti. A sinistra, una lapide ricorda l’arciprete di Riva don Giuseppe Ciolli di Stenico, morto nel 1883. A lato della chiesetta, monumento bronzeo in memoria dei caduti (S. Zaniboni). Presso la “porta bruciata”, epigrafe scaligera del 1383 che ricorda la costruzione dell’acquedotto del castello essendo podestà il veronese Stefano de Picardi e governatore Antonio della Scala.


Chiesa di Santa Barbara

Costruita  nel 1935 dai minatori che hanno lavorato alle condotte della centrale del Ponale, in orrida, spericolata posizione (panoramica), sulle rocce del Monte Rocchetta, dove hanno inizio le condotte forzate della centrale Ponale.


Fraglia della Vela e Spiaggia degli Olivi

Articolato complesso progettato negli anni Trenta da Giancarlo Maroni, l’architetto del Vittoriale di D’Annunzio. La Spiaggia degli Olivi era un elegante locale di incontro mondano e occasione di svago balneare per ospiti e residenti. La Fraglia della Vela nasceva invece come sede del sodalizio nautico che ancora la gestisce. Il nome Fraglia è stato suggerito dallo stesso D’Annunzio per ricordare le corporazioni medievali.