Dagouret: “Il tennistavolo è pulito ma non abbassa la guardia”

La Manager Anti-Doping ITTF impegnata ai Mondiali di Riva per salvaguardare l’integrità di uno sport che è comunque lontano da ogni rischio

28 novembre 2017

Il Manager Anti-doping della ITTF, Françoise Dagouret, è pienamente impegnata ai Campionati del Mondo Juniores 2017 a Riva del Garda e tiene sotto controllo oltre 200 atleti.

Quanto giocatori si sottoporranno a dei controlli durante la competizione?

Françoise Dagouret: “Questo non glielo posso dire (ride)”.

Può spiegarci come funziona il processo?

Noi decidiamo quanti test effettuare e chi controllare ed il Comitato Organizzatore ne sostiene i costi. Lavoriamo a stretto contatto con l’agenzia nazionale anti-doping, in Italia è il Coni, con la quale noi collaboriamo a stretto contatto, tuttavia è sempre l’impiego di agenzie private. I campioni (come ad esempio analisi del sangue, EPO o ormone della crescita) sono poi inviati ad un laboratorio scelto dall’Agenzia Mondiale Anti-doping (AMA)”.

Sappiamo che il tennistavolo non è uno sport a rischio. Ci può fornire alcuni dettagli per comprendere la situazione?

Sicuramente il tennis tavolo non è une sport a rischio. Due cose sono importanti per noi. Prima di tutto, dobbiamo dimostrare che nei grandi eventi facciamo controlli. E poi dedicarci al doping involontario, ossia quando alcuni si dopano ma senza esserne consapevoli. Le regole sono sempre più rigorosi ed è importante aggiornarsi. In tutto il mondo, si verificano ogni anno dai 5 ai 10 casi di doping nel tennistavolo, includendo anche il para tennistavolo. Per essere onesta, non credo che gli atleti lo facciano di proposito, tuttavia occorre essere vigili ed effettuare regolarmente i test”.

Oltre ai controlli, il suo lavoro consiste anche nella sensibilizzazione.

Sì, proviamo a farlo, ma di ciò se ne occupa per larga parte il dipartimento educativo dell’ITTF. Questo dipartimento non si occupa solo dei giocatori, ma anche dell’entourage come i coach, per esempio. Chi meglio di loro può fornire tutte le informazioni necessarie? L’educazione è molto importante per noi per ridurre il doping involontario. Abbiamo inoltre un quiz di dieci domande (in più o meno 40 lingue differenti) su Ipad a proposito del doping che proviamo a sottomettere ai coach nazionali. Però è dura trovare il momento giusto durante una competizione. Forse sarebbe meglio provare a farlo durante gli stage di allenamento”.

Luca Anthonioz

Photo: F. Dagouret