DAVID JOHNSTON, Coach francese: “Ci è mancata esperienza, ma l’anno prossimo...”

Il Coach della Nazionale francese maschile: “Lavoriamo su pochi giocatori per prepararli al salto di categoria e a rafforzare la squadra francese senior ”

02 dicembre 2017

Innanzitutto, può darci le sue impressioni dopo il quinto posto conquistato dai suoi ragazzi nel Team Event?

David Johnston: “È difficile dirci soddisfatti di un quinto posto, perché abbiamo sfiorato il podio, cedendo solo per 2-3 contro il Giappone. Nella fase a gironi, abbiamo perso contro la Cina e vinto contro l’India, come tutto sommato potevamo attenderci. Poi nella partita più importante contro il Giappone abbiamo rimontato fino al 2-2 dopo un inizio complicato (0-2), cedendo solo alla fine per 2-3. Sul 2-2 ci credevamo davvero. Onestamente penso che ci sia un leggero divario tra loro e noi, ma è stato un vero peccato. Il sorteggio non ci ha favorito, ma a volte è così. Mi sarebbe piacuto vedere i miei giocatori contro una squadra diversa dalle migliori due al mondo, credo sarebbe stato un confronto aperto ad ogni esito. Alla fine abbiamo conquistato il quinto posto, il che è comunque positivo. L’anno scorso abbiamo finito al settimo posto con una squadra più competitiva. L’anno prossimo avremo gli stessi giocatori per questa competizione, e credo questo ci metta in una posizione migliore per puntare al podio”.

Il modello giovanile francese è probabilmente il migliore di tutta Europa insieme a quello tedesco e a quello romeno. Anche a livello senior stanno arrivando risultati importanti, soprattutto con Simon Gauzy. Secondo lei, quali sono i passi successivi per mettere in discussione il domino cinese?

“Bella domanda! Ma non dimentichiamo che stiamo parlando di generazioni diverse. A confronto con i miei juniores, Simon Gauzy è già di un’altra generazione, come lo sono anche Tristan Flore e Alexandre Cassin. In Francia abbiamo sempre un buon afflusso di giocatori perché il nostro sistema di formazione funziona bene. Ci sono tanti giocatori bravi. A questo punto, la cosa importante è concentrarci sui migliori e lavorare per portarli al vertice. Il problema è che non abbiamo abbastanza mezzi per compiere questo lavoro. Per esempio, in Francia, non c’è una grande differenza fra il numero 1 ed il numero 10. In conseguenza di ciò, anche nelle competizioni internazionali non sempre vediamo gli stessi atleti, e per questo faticano di più a fare esperienza”.

Una domanda sui regolamenti: nel circuito internazionale (World Tour), dal primo ottobre 2016, i coach possono dare indicazioni ai giocatori durante i set. Questa regola è stata adottata nel campionato francese (PRO A & B) per la stagione 2017-2018. Cosa pensa di questo nuovo regolamento? Cambia il modo di interpretare l’incontro?

“Prima di tutto, mi sembra una cosa buona per gli arbitri. Alcuni coach già lo facevano prima, e si percepiva tensione per il fatto che gli arbitri dovevano controllare questo aspetto. A causa delle diverse lingue, a volte era difficile dire se un coach stesse incoraggiando l’atleta o dando delle indicazioni, mentre ora l’atmosfera è più tranquilla. A me piace questa regola perché dà un ruolo più importante al coach. Siamo più all’interno del gioco. Poi personalmente non sempre parlo ai miei giocatori, solo quando me la sento. Mi sembra però una novità interessante”.

Possiamo dire che il suo obiettivo sia quello di portare qualcuno dei suoi giovani a competere ai Giochi di Parigi 2024?

“Nella mia posizione attuale, spero davvero che uno dei miei juniores di questi 2/3 anni possa arrivare a giocare a Parigi 2024, anche perché i tempi sono quelli giusti. Sappiamo però che ai Giochi c’è posto per soli quattro giocatori, e sicuramente in lizza ci saranno ancora atleti come Gauzy, Robinot e altri. Non sarà facile togliere il posto ad uno di questi giocatori, ma io spero che uno di loro ce la faccia. In ogni caso, il mio ruolo è quello di rifornire di talenti la squadra francese senior. Per questo, il mio obiettivo non è avere moltissimi giocatori bravi, ma averne pochi molti forti, e pronti ad entrare e a contribuire nella squadra francese senior”.

Luca Anthonioz

Photo: David Johnston
Credits: Remy Gros