KANAK JHA (USA): «TT nel mio Paese? Un movimento in crescita»

«Stanno venendo su tanti giocatori interessanti, aprono nuove società e si formano nuovi allenatori»

27 novembre 2017

Tutti conoscono gli Stati Uniti come un grande Paese di sport (NBA, NHL, etc.), anche nelle Università. Dove si posiziona il tennis tavolo in questo sistema? Sta crescendo? Kanak Jha: «Certamente il tennis tavolo non è sullo stesso livello degli sport più popolari negli Stati Uniti, ed è spesso visto più come uno sport “ricreativo” che non come una disciplina a livello competitivo. In questo senso, però, si vedono dei passi avanti. Stanno venendo su tanti giocatori interessanti, aprono nuove società e si formano nuovi allenatori. Credo che la strada sia quella giusta per la crescita del nostro sport negli Stati Uniti».

Secondo te, quale sono le qualità che differenziano un top player da un giocatore normale? «Per me i Top Player fanno la differenza nei primi due scambi, servizio o risposta e il tocco successivo. Migliorare questa fase del gioco ai massimi livelli è quello che ti permette di diventare un top player».

Hai solo 17 anni ma sei già il numero negli Stati Uniti anche a livello senior. C’è della pressione in più? «È una bella cosa, ma essere il numero 1 a livello nazionale non è per me un pensiero ricorrente. Adesso sono concentrato su questo torneo, e in generale penso a un evento alla volta».

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno? «Adesso l’obiettivo è fare bene ai Campionati Mondiali Juniores. Dopo di che, in Dicembre, sarò impegnato nelle qualificazioni per le Olimpiadi Giovanili avrò le qualificazioni per le Olimpiadi giovanili, dove spero di riuscire a guadagnarmi un posto. Queste saranno le mie priorità per l’ultima parte dell’anno».

Per finire, ci dici qualcosa in italiano? «Ancora non sono in grado… riparliamone fra qualche giorno (ride)!».

Luca Anthonioz

Photo: K. Jha
Credits: International Table Tennis Federation