Mutti, un altro gioiello: dopo Pletea anche Li al tappeto

Il mantovano si guadagna un posto fra i primi 8 del mondo grazie ad un altro 4:3, stavolta ai danni dell’atleta di Taipei. Un messaggio al fratello: “Leonardo, guardami: ce l’ho fatta anch’io”

02 dicembre 2017

Quattro anni dopo, c’è di nuovo un Mutti ai quarti di finale del Mondiale Giovanile di Tennis Tavolo. A Riva del Garda, Matteo Mutti è riuscito a ripetere l’exploit del fratello Leonardo a Rabat 2013, sfoderando un’altra prova da applausi agli ottavi per superare 4:3 Li Hsin-Yang (Taipei), la sua seconda vittima di giornata dopo il rumeno Cristian Pletea (Romania). Un altro match sul filo del rasoio per Mutti, sotto per 0:2 e poi per 2:3, prima della rimonta che ha fatto esplodere il pubblico assiepato sugli spalti del Centro Fieristico della Baltera. Già questa mattina con il numero 1 europeo, Mutti aveva giocato a lungo in rimonta, dovendo recuperare da 1:0, 2:1 e 3:2 prima di conquistare gli ultimi due set in un crescendo d’emozione.

“E’ incredibile ma è tutto vero. Per me è un traguardo fantastico, anche perché sono riuscito ad eguagliare il risultato di mio fratello Leonardo in un Mondiale Giovanile. A casa me lo faceva pesare spesso, scherzando, per incitarmi: adesso sono qui. Non mi aspettavo niente di tutto questo, perché arriva in un momento in cui non stavo giocando al meglio, e improvvisamente contro Pletea è cambiato tutto. Sono riuscito finalmente a liberare la testa, prima pensavo troppo mentre giocavo. Adesso ho una leggerezza che mi permette di essere più lucido nei momenti decisivi. Il pubblico di Riva è incredibile, e sta facendo davvero la differenza per me. È questo il miglior Mutti di sempre? Credo di sì.”

Per Matteo Mutti un sabato 2 dicembre senza sosta, sia sul piano delle emozioni che su quello della competizione. Il mantovano sarà nuovamente in campo alle ore 17.30 per il quarto di finale contro il cinese Xue Fei, numero 6 nel ranking mondiale e già medaglia d’oro nel torneo a squadre maschile. Un’ulteriore prova del nove: in palio c’è l’accesso alla semifinale.

Lorenzo Falangone

Photo:  Li Hsin-Yang  e Matteo Mutti
Credits: Remy Gros