WEIKERT: “Più rivali per la Cina è positivo per tutto il movimento”

Il Presidente della ITTF promuove Riva del Garda (un evento impeccabile e una location magnifica). Sulla crescita del tennistavolo su scala mondiale: “Lavoriamo per uno sport più competitivo”

30 novembre 2017

I Campionati Mondiali Juniores di Riva del Garda sono in pieno svolgimento. Uno spettatore speciale nei primi giorni dell’evento, il Presidente della ITTF Thomas Weikert, ha espresso il suo punto di vista sull’organizzazione di Riva del Garda, sul movimento giovanile e sulla crescita dello sport su scala mondiale.

Il 55enne dirigente tedesco in carica dal 2014 è stato rieletto nel Maggio di quest’anno, dopo aver ricoperto il ruolo di vice presidente nel precedente mandato.

Presidente Weikert, ha avuto modo di assistere a diverse giornate qui ai Campionati Mondiali Juniores di Riva del Garda. Quali sono le sue impressioni circa l’evento?

“Dal punto di vista sportivo, ho assistito a match molto appassionanti. Finora ho avuto modo di confrontarmi con diverse persone – giocatori, allenatori, ufficiali… – e i feedback circa la riuscita dell’evento sono senz’altro positivi. Ci sono dei dettagli su cui lavorare, come del resto accade in tutti i grandi eventi, ma in generale devo dire che tutti hanno elogiato la manifestazione. La soddisfazione generale anche riguardo gli aspetti ritenuti secondari – anche se poi tali non sono – come il corretto funzionamento dei trasporti o la qualità del servizio mensa, certifica il fatto che fin qui si tratta di un evento organizzato ottimamente”.

Nei ranking giovanili, il Giappone ha recentemente scalato le gerarchie con molti giocatori, e più volte ha superato la Cina. Quando questi atleti arriveranno a livello assoluto, potremmo assistere ad un avvicendamento tra le nazioni leader del tennistavolo?

“Onestamente dubito che possa accadere. Molti dei giovani giocatori giapponesi sono impegnati nel World Tour, ma recentemente abbiamo notato come anche le giovani leve cinesi si siano messe in evidenza al German Open. Penso che questa sia una reazione della Cina alla crescita del Giappone. Certamente è un momento cruciale per il Giappone, che tanto si sta impegnando in vista delle Olimpiadi del 2020. La Cina è la nazione leader mondiale, e fin qui ha potuto disporre dei migliori giocatori, ma un innalzamento del grado competitivo non può che essere un bene per tutto il movimento pongistico. La competizione migliora lo sport e accresce il livello di attenzione, ma al tempo stesso ritengo che la Cina terrà duro pur di mantenere lo status di nazione regina del tennistavolo”.

La Romania ha interrotto la sua corsa in semifinale in entrambi i tornei a squadre disputati a Riva del Garda, ed è l’unica rappresentativa europea fra le prime quattro. A che livello è il movimento europeo ponendolo in paragone con quello asiatico?

“La Romania è nota per l’ottimo lavoro che svolge a livello giovanile, lo dimostra anche il fatto di essere tra le prime quattro, ma penso che il gap con le nazionali asiatiche sia ancora marcato. Con particolare riferimento al femminile, la differenza tra le asiatiche e il resto del mondo è quanto mai significativa; fra gli uomini, il gap non è così pronunciato, ma la Romania non può ancora contare su giocatori attualmente in grado di imporsi sui coetanei giapponesi e cinesi. Ci sono ancora dei passi avanti da compiere, e la Romania è certamente un modello da seguire per le categorie Cadetti e Juniores, come anche Francia e Germania, che lavorano tanto per avvicinarsi al livello asiatico. Naturalmente non tutte le nazioni dispongono delle medesime possibilità economiche, la sensazione è che le asiatiche investano tanto nella crescita dei ragazzi. Ci diamo molto da fare affinché i governi locali assicurino alle Federazioni ciò di cui hanno necessità per progredire e migliorare. Non può esserci una crescita nel tennistavolo senza competizione e non c’è competizione senza crescita”.

Molti giovani giocatori, specialmente gli asiatici, si disimpegnano già nei World Tour, ma i migliori rappresentanti spesso non gareggiano ai Campionati Mondiali di categoria.

“Dispiace, ma possiamo farci ben poco. Vorremmo avere i migliori giocatori ai Campionati Mondiali, ma ciò è praticamente impossibile, in particolare per il Giappone. Sarebbe fantastico ospitare i top player, ma se questi si disimpegnano nel mondo dei grandi, non c’è nulla che la Federazione Internazionale possa fare. In futuro non trascureremo tale circostanza, magari ponendo particolare attenzione alla scelta delle date”.

Fra i senior, il tedesco Dimitrij Ovtcharov sta disputando una stagione dirompente, attestandosi sugli stessi livelli degli avversari cinesi. Pensa che sia un caso isolato o è il segnale che qualcosa sta cambiando?

“Conosco Dima da tanto tempo, so quanto lavoro ha svolto e ho bene idea di come sia strutturato il sistema tedesco. La generazione di Ovtcharov segue quella di Timo Boll, anch’egli un grande modello. In Europa abbiamo alcuni giocatori che possono battere i cinesi – la Francia lavora bene a livello giovanile e ha prodotto un talento come Gauzy, tuttavia il passaggio fra i senior non è stato semplice. Direi in conclusione che Dima sia più un caso isolato in questo momento, anche la sua crescita prosegue di pari passo con tutto il sistema tedesco”.

Ai Campionati Mondiali i giocatori provengono da ogni continente. Se dovesse pensare ad un altro continente che possa attestarsi sui livelli dell’Europa, o addirittura dell’Asia, su quale punterebbe?

“Ci sono alcuni pongisti, in particolare in America Latina e in Brasile, che possono ambire al piazzamento tra i primi venti al mondo, o addirittura fra i primi dieci, ma non sono tantissimi. La ITTF si è attivata in questo senso, di concerto con la Federazione Cinese, non solo inviando allenatori cinesi in altri Paesi, ma anche invitando i giocatori stranieri a vivere e ad allenarsi in Cina per qualche tempo”.

E sull’Italia? Qual è la sua opinione circa la nazione ospitante e il suo movimento?

“Proprio lo scorso anno l’Italia si è aggiudicata il torneo a squadre maschile nei Campionati Europei Giovanili, ed è stata una sorpresa. Ho visitato il loro centro e le condizioni in cui versa il movimento. Sono proprio curioso di vedere in che misura saprà crescere, visto che in Italia ci sono alcuni talenti di sicura prospettiva, anche se il secco 3-0 incassato dalla Germania nel torneo a squadre mi ha sorpreso. Col talento che gli azzurri si ritrovano, non mi sarei aspettato una sconfitta senza appello”.

Pensa sia un valore aggiunto il fatto che un importante evento come i Campionati Mondiali Juniores di Tennis Tavolo si svolga in una magnifica location come il Garda Trentino?

“Assolutamente sì, è molto importante e lo è ancor di più per I giovani. È fondamentale che loro abbiano il tempo per godersi le bellezze del territorio, e non unicamente spostarsi dall’hotel all’impianto di gioco. Conosco bene questa regione e mi piace molto.

Sapevamo con certezza che questo comitato e la Federazione Italiana avrebbero organizzato un evento di alto livello. L’Italia ha margini di miglioramento nel tennistavolo e, com’è noto, vanta delle località per le quali è famosa in tutto il mondo. Credo che Riva del Garda e il Garda Trentino possano organizzare ancora eventi di tale portata: in particolare, l’abitudine ad affrontare flussi turistici così imponenti certifica la qualità dell’ospitalità, con tanti validi hotel e strutture: è fondamentale che un evento si svolga in luoghi che possano assicurare il meglio ai giocatori, ai tecnici, agli arbitri e anche agli spettatori. In particolare, il tardo autunno o l’inverno sono periodi ideali per un evento nel Garda Trentino, e sono fermamente convinto che ci rivedremo presto qui”.

Photo: Il presidente ITTF Thomas Weikert